Biocompatibilità
dei materiali impiegati in edilizia e nell'arredo
Relazione
al convegno "techineos" svoltosi
a Sanremo il 23.10.1999
Il
pericolo maggiore per la salute negli ambienti confinati
viene dai materiali impiegati per le finiture e l’arredamento,
ai quali spesso non si presta la duvuta attenzione
Prof.
Giuliano Bressa
Diversi
materiali impiegati in edilizia e nell'arredo costituiscono
la fonte principale di inquinamento indoor, poichè
nella composizione dei prodotti in commercio vi sono
molti componenti chimici che causano emissioni gassose,
tra qui formaldeide, benzene, trielina, alcol, materiali
pesanti, tutte sostanze la cui tossicità ci
è nota.
Da
uno studio condotto dall’EPA (Environmental Protection
Agency) americana, protrattosi per oltre 10 anni,
si è evidenziato che alcuni agenti inquinanti,
atmosferici si concentrano maggiormente negli ambienti
chiusi rispetto all'esterno, influenzando negativamente
il nostro stato di salute. In particolar modo è
stato osservato che i materiali da costruzione e il
mobilio possono rilasciare sostanze chimiche tossiche
per lunghi periodi di tempo. È il caso dei
materiali isolanti a base di schiuma all’urea-formaldeide
che, in alcune condizioni, come ad esempio una elevata
umidità, emettono per lunghi periodi di tempo
tassi elevati di formaldeide, sostanza sospettala
di essere cancerogena per l’uomo.
Un'altra
importante fonte di inquinamento indoor è costituita
dalle vernici che vengono utilizzate in edilizia e
nell’arredo. In esse generalmente sono presenti solventi
tossici come ad esempio idrocarburi clorurati, xiloli,
toluene, che sono tra le cause primarie di inquinamento,
essendo composti organici volatili (VOC). Tali sostanze
chimiche hanno in comune, oltre all'elevata volatilità,
anche 'a lipofilia, la quale ne facilita l’assorbimento
per via cutanea. Esse perciò raggiungono facilmente
il sistema nervoso centrale (SNC), in cui si manifestano
lesioni anche irreversibili con deficit delle capacità
psichiche.
Vi
sono comunque in commercio vernici bioecologiche a
base di componenti naturali, particolarmente raccomandate
per soggetti sensibili come i bambini e le persone
affette da malattie allergiche. Ad esempio esiste
una vasta gamma di prodotti di protezione del legno
di origine naturale, quali cere d’api, olio di lino,
gommalacca, resine ed oli cotti, che risultano possedere
una bassa nocività.
Per
diminuire inoltre l’inquinamento interno, è
bene orientare le proprie preferenze verso l’impiego
di prodotti ecologici anche per quanto riguarda gli
intonaci. Sono indicate a tale scopo le pitture a
base di calce e le tempere a base di colla o a base
di resine naturali. Esse infatti non inibiscono la
traspirazione e sono esenti da effetti collaterali
sulla salute. In bioedilizia vengono spesso impiegate
pitture preparate unendo calce spenta ad acqua e caseina,
la quale ha la funzione di collante. Questo preparato
ha un’elevata capacità di assorbire l’umidità
che si forma per condensa, evitando così sgocciolamenti
d’acqua lungo i muri. Inoltre le tinte alla calce
degradano uniformemente, per progressivo scolorimento,
al contrario dei prodotti sintetici che presentano
un degrado deturpante.
Per
quanto riguarda i materiali bioedili, il legno è
sicuramente l'ideale per molti usi nelle abitazioni.
Esso è in assoluto il più sano da impiegarsi
per strutture, arredamenti, pavimenti e rivestimenti.
Le sue proprietà sono molteplici: molto elastico,
buon isolante ed assorbente nei confronti dell’umidità.
Vanno invece evitati materiali a base di cemento -amianto
e schiume all'urea - formaldeide che, oltre a liberare
sostanze estremamente pericolose – impermiabilizzano
la casa, impedendo una sana traspirazionme e la liberazione
all'esterno degli inquinanti indoor. Al contrario,
i materiali biocompatibili quali il sughero, le fibre
di cocco e di cellulosa presentano caratteristiche
prestazionali di notevole rilievo. Ad esempio il sughero
è impermeabile all'acqua e ai gas ed è
un buon isolante termoacustico. Esso è pure
resistente all'usura, al fuoco e all'elettricità:
è atossico ed imputrescibile. Anche la fibra
di cellulosa impiegata come isolante termoacustico
è un materiale bioecologico che ha il pregio
di costituire una valida forma di recupero specie
dal punto di vista ambientale, basandosi sul riciclo
di prodotti di carta dismessi.
Per
quanto riguarda i pavimenti, oltre al legno, viene
impiegato in bioedilizia il linoleum, il quale è
costituito da un impasto omogeneo di olio di semi
di lino, resine mineralizzate (coppali), resine vegetali
e resine glicerofosfatiche mescolate a inerti quali
farina di legno e di sughero.
L'impasto
ottenuto viene pressato sulla juta e fatto essiccare
per diverse settimane.
Il
linoleum è un prodotto inerte, non emette sostanze
nocive, è un buon isolante e facilmente pulibile
resistente ed economico. Un altro materiale per rivestire
i pavimenti è costituito dalla moquette, che
solitamente è costituita da uno strato superficiale
poliammidiche. Tuttavia tale rivestimento è
sconsigliabile per coloro che soffrono di allergie
essendo un vero e proprio ricettacolo di polveri ed
acari. Inoltre la moquette assorbe fumo e odori per
poi rilasciarli lentamente. Essa infine costituisce
un ottimo terreno per la proliferazione di muffe e
di microrganismi patogeni in quanto vi ristagna umidità.
Se
si desidera comunque rivestire il pavimento con la
moquette è consig1iabile scegliere quella naturale
senza impiegare colle sintetiche per la posa, avendo
l'accortezza di non camminarci sopra con le scarpe,
di non fumare e di non tenere animali domestici in
casa.
Da
"Ambiente e Salute", n° 1, pp. 14 -
16: Quaderno quadrimestrale di cultura ambientale,
di G. Bressa
Prof. Giuliano Bressa: Tossicologo Esperto
di Tossicologia Ambientale, Università di Padova,
Direttore responsabile della rivista "Ambiente
e Salute" quaderno quadrimestrale di cultura
ambientale. |