LA
BIOARCHITETTURA
Arch.
Ugo Sasso
Principi e realizzazioni
Di
architettura attenta all'ambiente ed alla vita si parla
ormai da tempo, anche se le realizzazioni compiute,
al di la di qualche casetta costruita per se stessi
o per l'amico omeopata, sono ancora pochissime.
Il problema è che l'architettura ecologica non
è solo uno stile applicabile a prodotto finito,
non contempla soluzioni standarizzate capaci di trasformare
un intervento insensibile nella abitazione dei sogni.
Si tratta invece di adottare un atteggiamento più
corretto in ogni momento della progettazione e della
realizzazione, capace di mediare le diverse esigenze
(organizzative, distributive, economiche), coniugandole
con le coordinate della Bio-compatibilità e della
eco-sostenibilità. In questo senso si tratta
di recuperare una cultura del progetto che, alle diverse
scale, tenga più alla sostanza che all'immagine,
ricordando che anche il più piccolo intervento
interferisce con i precedenti equilibri e muta comunque
l'interno, per cui costruire è sempre un atto
di violenza sulla natura.
Quindi, prima di progettare, ristruttura, intervenire,
bisogna parlare, ascoltare, sentire i proprietari il
luogo il cielo il vento. Ecco alcune norme generali
sull'organizzazione su una casa sana.
- Innanzitutto deve respirare, cioè consentire
il ricambio d'aria, smaltire l'umidità e
permettere il passaggio delle radiazioni che giungono
dal cosmo.
- Attutire, filtrate, selezionare il mondo estremo
(rumori inquinanti, freddo e caldo, presenze estranee,
ecc.).
- Utilizzare materiali naturali (Legno, calce, magnesio,
terra, cotto sughero, lana, lino). Diffidare delle
plastiche e delle novità (la sperimentazione
sull'uomo non è consigliabile).
- Evitare ogni spreco energetico sia in fase di
costruzione che manutenzione. L'energia solare non
costa ed è essenziale per la vita: aria aperta,
giardini vetrati, accumolo termico nei muri, pannelli
solari ecc.
- L'imitare il riscaldamento al minimo necessario.
Evitare tipi di riscaldamento che, muovendo l'aria
sollevano polveri e microbi. Il sole riscalda per
irradiamento: questo è il modo migliore.
Quindi ampie superfici radianti (stufe, pareti,
lunghi percorsi dell'impianto), no ai pavimenti
radianti.
- Temere altamente colle, vernici, solventi chimici
di ogni tipo. Ricordare che i materiali posseggono
un colore che è bello anche quando invecchia
e si modifica. Non cercare una casa asettica e perfetta,
ma una casa comoda che cresca con noi.
- Porre particolare attenzione all'inquinamento
elettromagnetico, quindi cavi ed elettrodomestici
schermati, ottima messa a terra, allontanamento
dai luoghi di stazione d'ogni massa ferromagnetica.
Ricordarsi che i campi magnetici non vengono schermati
dai muri e quindi agiscono anche al di là
delle pareti.
- Amare il verde affinché la natura entri
tra le mura e collabori a purificare e ossigenare
l'aria: piante dappertutto tranne che nelle stanze
da letto.
- Destinare cura e riguardi alla camera da letto,
se non si dorme bene le energie non si ricaricano.
Perciò niente arredamenti spaziali ma semplicità
e affettuosità nelle cose. Il letto stia
nell'asse nord sud, possibilmente con il capo a
nord. Niente materiali sintetici. Molle, masse o
steli metallici e specchi che guardano il dormiente.
- Risparmiare, riciclare, recuperare (il vecchio
armadio o le cassette della frutta, le tegole del
granaio o il lavandino in disuso). Se avremo partecipato
alla costruzione, la casa sarà più
nostra.
Arch. Ugo Sasso: Architetto,
presidente INBAR Istituto nazionale di Bioarchitettura,
Bolzano.
Stralcio preso da "Ambiente
e Salute", n° 1, pp. 10 - 12: Quaderno
quadrimestrale di cultura ambientale, di G. Bressa
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